Odio e amo (Carme LXXXV)

Paris at night
Il più bello dei mari
Amo tutto ciò che è stato
In questa notte d autunno
I tuoi occhi
Amo in te
Ciò che ho scritto di noi
Ti sei stancata di portare il mio peso
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
Alla vita
Il tuo sorriso
Posso scrivere i versi... (Venti poesie d`amore, XX)
Quando noi ci lasciammo
Messaggio di tenerezza

Odio e amo (Carme LXXXV)

- Caio Valerio Catullo

Odio e amo.

Come sia non so dire.

Ma tu mi vedi qui crocifisso

al mio odio ed amore.


Paris at night

- Jacques Prévert

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte

Il primo per vederti tutto il viso

Il secondo per vederti gli occhi

L'ultimo per vedere la tua bocca

E tutto il buio per ricordarmi queste cose

Mentre ti stringo fra le braccia.


Il più bello dei mari

- Nazim Hikmet

Il più bello dei mari

è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli

non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni

non li abbiamo ancora vissuti.

E quello

che vorrei dirti di più bello

non te l'ho ancora detto.


Amo tutto ciò che è stato

- Fernando Pessoa

Amo tutto ciò che è stato,

tutto quello che non è più,

il dolore che ormai non mi duole,

l’antica e erronea fede,

l’ieri che ha lasciato dolore,

quello che ha lasciato allegria

solo perché è stato, è volato

e oggi è già un altro giorno.


In questa notte d autunno

- Nazim Hikmet

In questa notte d autunno

sono pieno delle tue parole

parole eterne come il tempo

come la materia

parole pesanti come la mano

scintillanti come le stelle.

Dalla tua testa dalla tua carne

dal tuo cuore

mi sono giunte le tue parole

le tue parole cariche di te

le tue parole, madre

le tue parole, amore

le tue parole, amica

Erano tristi, amare

erano allegre, piene di speranza

erano coraggiose, eroiche

le tue parole

erano uomini.


I tuoi occhi

- Nazim Hikmet

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

che tu venga al`ospedale o in prigione

nei tuoi occhi porti sempre il sole.

 

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

questa fine di maggio, dalle parti d`Antalya,

sono cosi, le spighe, di primo mattino;

 

i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

quante volte hanno pianto davanti a me

son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi,

nudi e immensi come gli occhi di un bimbo

ma non un giorno han perso il loro sole;

 

i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

che s`illanguidiscano un poco, i tuoi occhi

gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti:

allora saprò far echeggiare il mondo

del mio amore.

 

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

Così sono d`autunno i castagneti di Bursa

le foglie dopo la pioggia

e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul.

 

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

verrà giorno, mia rosa, verrà giorno

che gli uomini si guarderanno l`un l`altro

fraternamente

con i tuoi occhi, amor mio,

si guarderanno con i tuoi occhi.


Amo in te

- Nazim Hikmet

Amo in te

l'avventura della nave che va verso il polo

amo in te

l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte

amo in te le cose lontane

amo in te l'impossibile

entro nei tuoi occhi come in un bosco

pieno di sole

e sudato affamato infuriato

ho la passione del cacciatore

per mordere nella tua carne.

 

amo in te l'impossibile

ma non la disperazione.


Ciò che ho scritto di noi

- Nazim Hikmet

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia

è la mia nostalgia

cresciuta sul ramo inaccessibile

è la mia sete

tirata su dal pozzo dei miei sogni

è il disegno

tracciato su un raggio di sole

 

ciò che ho scritto di noi è tutta verità

è la tua grazia

cesta colma di frutti rovesciata sull'erba

è la tua assenza

quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via

è la mia gelosia

quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati

è la mia felicità

fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

 

ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia

ciò che ho scritto di noi è tutta verità.


Ti sei stancata di portare il mio peso

- Nazim Hikmet

Ti sei stancata di portare il mio peso

ti sei stancata delle mie mani

dei miei occhi della mia ombra

dei miei tradimenti

le mie parole erano incendi

le mie parole erano pozzi profondi

le mie parole erano stanchezza, noia serale,

un giorno improvvisamente

sentirai dentro di te

il peso dei miei passi

che si allontanano esitando

quel peso sarà quello più grave.


Sei la mia schiavitù sei la mia libertà

- Nazim Hikmet

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà

sei la mia carne che brucia

come la nuda carne delle notti d'estate

sei la mia patria

tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi

tu, alta e vittoriosa

sei la mia nostalgia

di saperti inaccessibile

nel momento stesso

in cui ti afferro


Alla vita

- Nazim Hikmet

La vita non è uno scherzo.

Prendila sul serio

come fa lo scoiattolo, ad esempio,

senza aspettarti nulla

dal di fuori o nell'al di là.

Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.

Prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,

o dentro un laboratorio

col camice bianco e grandi occhiali,

tu muoia affinché vivano gli uomini

gli uomini di cui non conoscerai la faccia,

e morrai sapendo

che nulla é più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi

non perché restino ai tuoi figli

ma perché non crederai alla morte

pur temendola,

e la vita peserà di più sulla bilancia.


Il tuo sorriso

- Pablo Neruda

Toglimi il pane, se vuoi,

toglimi l'aria, ma

non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,

la lancia che sgrani,

l'acqua che d'improvviso

scoppia nella tua gioia,

la repentina onda

d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno

con gli occhi stanchi,

a volte, d'aver visto

la terra che non cambia,

ma entrando il tuo sorriso

sale al cielo cercandomi

ed apre per me tutte

le porte della vita.

Amor mio, nell'ora

più oscura sgrana

il tuo sorriso, e se d'improvviso

vedi che il mio sangue macchia

le pietre della strada,

ridi, perché il tuo riso

sarà per le mie mani

come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,

il tuo riso deve innalzare

la sua cascata di spuma,

e in primavera, amore,

voglio il tuo riso come

il fiore che attendevo,

il fiore azzurro, la rosa

della mia patria sonora.

Riditela della notte,

del giorno, della luna,

riditela delle strade

contorte dell'isola,

riditela di questo rozzo

ragazzo che ti ama,

ma quando apro gli occhi

e quando li richiudo,

quando i miei passi vanno,

quando tornano i miei passi,

negami il pane, l'aria,

la luce, la primavera,

ma il tuo sorriso mai,

perché io ne morrei.


Posso scrivere i versi... (Venti poesie d`amore, XX)

- Pablo Neruda

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

 

Scrivere, per esempio. "La notte è stellata,

e tremano, azzurri, gli astri in lontananza".

 

E il vento della notte gira nel cielo e canta.

 

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.

 

In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.

L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

 

Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.

Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

 

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.

Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.

E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.

 

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.

La notte è stellata e lei non è con me.

 

Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.

La mia anima non si rassegna d'averla persa.

 

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.

Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.

Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi.

 

Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.

La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.

 

D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci.

La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

 

Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora.

E' così breve l'amore e così lungo l'oblio.

 

E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,

la mia anima non si rassegna d'averla persa.

 

Benchè questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,

e questi gli ultimi versi che io le scrivo.


Quando noi ci lasciammo

- George Byron

Quando noi ci lasciammo

In silenzio e in lacrime,

Spezzato a mezzo il cuore

Nel doverci dividere per anni,

La tua guancia divenne fredda e pallida

E più freddo il tuo bacio;

Quell'ora veramente fu presagio

Del dolore di questa.

 

La rugiada dell'alba

Scese gelida sopra la mia fronte:

Io sentii come il monito

Di ciò che sento ora.

Son spezzati i tuoi voti,

Hai fama di volubile:

Sento dire il tuo nome

E ne divido l'onta.

 

Chi innanzi a me ti nomina

Suona a morto al mio orecchio;

Un brivido mi scuote:

Perché eri tanto cara?

Essi non sanno che ti ho conosciuta,

Che ti ho conosciuta troppo bene:

A lungo a lungo avrò di te un rimpianto

Troppo profondo a dirsi.

 

C'incontrammo in segreto: in silenzio

Mi dolgo che il tuo cuore

Possa avermi scordato,

Tradito la tua anima.

 

Se dovessi incontrarti

Dopo lunghi anni,

Come salutarti?

Con silenzio e con lacrime.


Messaggio di tenerezza

- Margaret Fischback Powers

Ho sognato che camminavo

in riva al mare con il Signore

e rivedevo sullo schermo del cielo

tutti i giorni della mia vita passata.

E per ogni giorno trascorso

apparivano sulla sabbia dua orme:

le mie e quelle del Signore.

Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,

proprio nei giorni

piu` difficili della mia vita.

Allora ho detto: "Signore,

io ho scelto di vivere con te

e tu mi avevi promesso

che saresti stato sempre con me.

Perche` mi hai lasciato solo

proprio nei momenti piu` difficili?"

E lui mi ha risposto:

"Figlio, tu lo sai che io ti amo

e non ti ho abbandonato mai:

i giorni nei qualli

c`e` soltanto un orma sulla sabbia

sono proprio quelli

in cui ti ho portato in braccio."